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Scrittura, documentazione e potere: prime note su una ricerca sul linguaggio politico-amministrativo fiorentino in volgare dal 1494 al 1530.

Nella Firenze rinascimentale la Cancelleria rappresentava l’organismo burocratico attraverso il quale si dipanava l’azione dell’esecutivo e mediante il quale passava la comunicazione tra i diversi enti centrali e territoriali dello stato. Nella produzione scrittoria cancelleresca si concentravano dunque le istanze documentarie dell’apparato di potere fiorentino, di cui una parte importante consisteva in una specifica documentazione a carattere pragmatico, dal tono stilistico e dalle caratteristiche diverse dalla coeva trattatistica politica e dalla produzione letteraria. Essa è infatti ascrivibile ad una pratica scrittoria in volgare generata da specifiche necessità amministrative, tra le quali, ad esempio, la corrispondenza quotidiana con gli ufficiali della repubblica nel territorio sotto il controllo della città (ordini, istruzioni, mandati, concernenti il disbrigo degli affari e la gestione dell’esercito) e la redazione di una documentazione a carattere giudiziario relativa alle denunce e alle querele presentate dai sudditi del territorio – spesso oralmente – alle magistrature centrali.

Tale produzione era caratterizzata da un vocabolario comune, fondato su di un patrimonio di temi, espressioni, elementi stilistici condivisi, che, tuttavia, non escludeva la presenza di varianti specifiche riferibili tanto alla cultura personale dei cancellieri e all’appartenenza a specifici gruppi sociali, quanto alla necessità di rispondere alle direttive della parte politica prevalente nei consigli.

Questa relazione intende dare conto delle linee generali e dei primi risultati di una ricerca in corso; una ricerca che ha come oggetto l’analisi degli elementi comuni e delle variabili di questo linguaggio amministrativo fiorentino, e che ha tra le sue finalità l’individuazione dei possibili rapporti di queste variabili con il conflitto politico tra le fazioni cittadine e con il contesto di crisi generato dallo stato di guerra permamente causato dalle cosiddette Guerre d’Italia.

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