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Annetta Cantoni Fontana: la versione femminile dell’aristocrazia dell’emigrazione nell’esercizio dei suoi "poteri" quotidiani

Anna Cantoni Fontana (Muggio1769-1846), affettuosamente chiamata da tutti Annetta, è un esempio significativo di giovane donna che segue il marito, l’architetto ingegnere Gaetano Cantoni, a Genova, mantenedo i contatti con la famiglia attraverso scambi epistolari e costruendosi degli "affetti" paralleli che a loro volta scaturiranno in una corrispondenza regolare quando Anna torna col marito in patria. Le lettere, scritte e ricevute, sono la trama per conoscere la sua vicenda umana, singolare sin dalla nascita, perché figlia d’arte sia da parte di madre che di padre, appartenenti a due famiglie, a Muggio fra le più abbienti, che hanno costruito la loro fortuna nei cantieri liguri e sabaudi; ma ancor più singolare per il matrimonio con un fratello della madre, Gaetano, lo zio sposo che la porta via dal paese natio. Seguire il marito, per Anna, è una scelta consapevole del proprio ruolo di compagna, e poi di segretaria, all’occorrenza di infermiera e soprattutto di amministratrice dell’economia domestica, … attenta alle necessità del vivere che affronta con pragmatismo. A Genova si costruisce relazioni tese a cautelare gli interessi di casa, e nel contempo stabilisce sfumati legami affettivi verso questa città che la ospita e che impara ad amare, così come per i suoi abitanti in particolare la piccola Demé che, in qualità di madrina, protegge.

Così, il suo carteggio comprende lettere che raccontano il suo districarsi fra gli oneri quotidiani, altre che salvaguardano i rapporti affettivi, e altre ancora che guardano al futuro, come la corrispondenza del giovane cugino Luigi Fontana che Anna, con grande lungimiranza, aiuta sostenendo finanziariamente i suoi studi accademici, affinché la tradizione di famiglia, l’eredità biologica degli avi noti architetti, possa continuare.

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